MALEDETTA FELICITA'
We're too young to reason..too grown up to dream...(Slave to love)
chi sono?
Una 21enne confusa e quasi-felice,incasinata come poche,dolce quando vuole,fin troppo riflessiva,incapace di odiare e delusa dal mondo...ma innamorata della Vita.
odio...
la politica,la falsità,il rap,la chiusura mentale,le amiche che appena possono ti fregano,il materialismo,il freddo,perdere tempo,la fatica,la noia,i posti affollati,lo shopping,il rumore troppo forte,i superficiali,essere fragile, mentire,rinunciare ai sogni,arrendermi,far soffrire le persone che amo,il cinismo,i religiosi ipocriti,la polvere,gli ignoranti,la tv idiota,l'egoismo,invecchiare.
...e amo
Viaggiare,il mare,la Polinesia,l'Australia,la musica soul anni 60,il cioccolato,gli animali, la danza,i saponi per massaggi,il sole,il suono del pianoforte,la psicologia,leggere,il vecchio buon rock,Alice in Wonderland,i balletti classici,i parchi,i casi disperati,l'acqua del mare,la menta,Peter Pan,il vento,la moto,la mia migliore amica,i film che fanno piangere,mangiare pesce,i dolci, vedere posti nuovi e conoscere gente nuova,le vacanze studio,l'estate,la primavera,le canzoni deprimenti,il melodic metal,i duetti,il cinema,Friends,gli amici veri(rari tesori a questo mondo)
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la colonna sonora della mia vita
Don't Cry-Guns and Roses/
Sitting on the dock of the bay-Otis Redding/Feeling good-Muse/The track of my tears-The Temptations/Show must go on-Queen/You oughta know-Alanis Morissette/You learn-Alanis Morissette/Tallulah-Sonata Arctica/Fade to black-Metallica/Ice queen-Within Temptation/Strade-Subsonica/Selah-Lauryn Hill/I don't wanna miss a thing-Aerosmith/Sing-Travis/Baby can I hold you-Tracy Chapman
sogni nel cassetto diventare scrittrice (e psicologa),saper suonare il pianoforte e la chitarra elettrica,vedere tutto il mondo,avere accanto la persona che amo,trasferirmi in Polinesia e morire come Gaugin.
Quiz how much do you know me quello serio stavolta,perchè il primo era piuttosto superficiale e ho ricevuto lamentele a proposito del drink:)Take my Quiz on QuizYourFriends.com!
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lunedì, 06 novembre 2006
Chiudo qui.
Mi sembra doveroso.
Avrei preferito un'occasione particolare, ma forse è meglio così, in un giorno come tanti altri.
Un giorno ordinario.
Non credo che dimenticherò mai queste pagine, infinite.
Quando, nel 2004, il dolore era troppo forte perchè continuassi a scrivere, ho fatto uno sbaglio.
Ho perso tutti quei mesi, i peggiori, della mia vita, non ne ho testimonianza, mentre fino ad allora tutto era stato minuziosamente descritto.
Non m'importava più. Ne uscivo sconfitta, non avevo la forza di raccontare lo schifo che mi sentivo addosso, il male che sentivo dentro.
Poi forse un barlume di speranza, ecco perchè questo blog inizia da novembre 2004.
E' un segno.
Non volevo dimenticare tutto.
Non volevo che la mia vita venisse dimenticata come quei mesi.
Avevo perso le [poche] cose belle di quei mesi. Le bugie erano belle. I viaggi erano belli. La maturità era bella. Le cartoline erano belle. Le mail erano belle. La Grecia era bella. Il 4 settembre è stato bello, e subito dopo devastante. Il 3 ottobre è stato bello. Devastante in senso buono. Ma bello, non rinnego niente. Il mio coraggio era bello. Il mio amore era bello. Il mio perdono era bello.
Era tutto bellissimo.
E ho perso tutto, e a chi mi dice "E' stato meglio così,meglio che tu non abbia scritto nulla in quei mesi" dovrebbe provare cosa significa perdere un pezzo della tua vita.
Anche se eri un fantasma.
Anche se eri sottile sottile, ti nutrivi d'amore e basta.
Era pur sempre vita [sopravvivenza?].
Ma di questi anni, di questi ultimi due anni, ho appuntato tutto.
Per non rischiare di perdere nulla.
E quando, raramente, mi tuffo nel passato di queste pagine, rivedo me stessa allora, e mi trovo così piccola. Così spaventata. Così arrabbiata. Sono cresciuta con una tale rabbia dentro che mi ha permesso di non abbattermi. La vendetta si è trasformata in accettazione, tuttavia senza mai chinare la testa. Ho lottato, finchè ho potuto. Finchè si è rivelato tutto inutile. E questo è un dono del Tempo.
You'll be a woman soon.
E' stato un augurio, è stato catartico.
Guardami crescere da lontano finchè sarò troppo lontana anche per i tuoi occhi.
Io mi sento cresciuta, mi sento CAMBIATA.
Il Lupo non c'è più, dorme, scodinzola ogni tanto, sorridendo lo guardo, scuoto la testa. Non ora. Non più. Non puoi più farmi male. Arriva la notte quando nessuno se ne accorge, bussa all'inconscio, mi sussurra di distruggere tutto. Come ha sempre fatto. Distruggi e fuggi. E' da codardi. L'ho capito solo ora.
E ho sempre detto che per amare ci vuole coraggio, e io ho coraggio.
E ora eccomi qui.
Non vi porto tutti con me, porto solo chi lo vorrà.
Chi mi chiederà di leggermi ancora.
Gli altri, li lascio qui.
A ricordarmi piccola e spaventata.
Il nuovo blog non inizia con del nuovo, per un pò ho copiato alcuni post. Per stare al passo. Per rendere meno difficile il distacco. Sembra stupido e infantile, ma c'è una sorta di rito di iniziazione nell'iniziare un nuovo blog.E ci vuole tempo. Soprattutto per me.
Dunque addio alla bambina incazzata e spaventata, addio a Cime Tempestose, addio a Lupo e Falco, addio alla Fiammiferaia, addio alle poesie, addio ai ristoranti cinesi, addio al parco, addio alle bugie di tutti quanti, addio ai doppigiochi, addio alla codardia, addio ai rimpianti.
This is the end, my friend, the end.
mercoledì, 01 novembre 2006
Trapassato Remoto è tornata.
.sembra un nome indiano.poco romantico però.sicuramente nostalgico.
Dottor Jeckill e Mr Hyde hanno dato prova delle loro capacità durante questi cinque giorni, alternandosi in modo quasi impercettibile, credo che tutto nasca in un luogo imprecisato di uno dei miei lobi frontali probabilmente.
.avete mai la sensazione di non essere voi, lì, in quel momento, a dire, fare, pensare?.a me capita da quando sono nata.ho la dannata capacità di estranearmi dal mondo per un attimo,o per più di un attimo,e non sono io,ma qualcosa dentro di me che agisce contro la mia volontà.
C'è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto ciò.
Poi ci sono cose che mi riportano hic et nunc.
E riesco perfino a Sentire.
SentirMI.
Non è qualcosa di recente, non esaltiamoci, mi è sempre successo.
Solo che ora me ne rendo conto.
Credo anche che ci sia qualcosa di estremamente sadico nel mio comportamento, sto testando la pazienza di Giobbe, io sono Dio, sissignori.
Sono IO Dio stavolta.
Ora che dopo anni voglio difendermi non ci riesco.
Anzi, per quanti tentativi io faccia per farmi odiare, riesco solo ad ottenere l'effetto opposto.
E' frustrante.
E' bellissimo.
-8.
Nessun essere umano è riuscito a tenermi testa così a lungo senza incidenti di percorso.
Il genere umano mi stupisce sempre.
giovedì, 26 ottobre 2006
Essere Trapassato Remoto non è poi così male.
E nemmeno essere sconosciuta, non esiste il verbo sconoscere, ma non è così male nemmeno "sconoscere".
Ti fa capire che il mondo è vario, e mutevole, e mai uguale.
E che non esiste nessuna certezza.
Nemmeno su chi credi di conoscere.
Mi sento presa in giro dalle maschere.
Ma non importa, forse un giorno capiranno che il mondo non gira intorno a loro, che nessuno ha una voglia irrefrenabile di parlare con loro, voglio dire, ma chi se ne frega.
Ma dall'alto della loro presunzione fingono di non sentire.
E di non vedere.
E gettano via indistintamente tutto quanto.
E pensano chissà cosa, e si affrettano a correre ai ripari, oddio, un'ondata di Trapassato Remoto, vade retro. E' tutto così ridicolo, pazzesco.
A me basta non sentire mai più voci lamentose carnivore piagnucolanti inconcludenti.
E poi sono felice.
Voglio dire, ho una vita, potrei aver cancellato tutto anch'io, che ne sapete.
Non lo saprete mai perchè non mi conoscete.
E io non conosco voi.
E siamo perfetti sconosciuti.
Are you still having fun?
Io sì, immensamente.
martedì, 24 ottobre 2006
Si rivanga il passato per aiutare gli altri.
Anche se non è piacevole.
Anche se vomiti sequenze intercalate che non sono proprio degne di Oxford.
Ma fa bene, sfogarsi.
Come diceva la Geitlinger, non mi devo preoccupare se per la prima volta nella mia vita mi scopro piena di rabbia e di odio che non credevo di poter provare.
Alessandra è fatta da una parte razionale che metabolizza il dolore e rimane gentile e affettuosa.
E da un'altra parte che manda messaggi pieni d'odio e se potesse ammazzerebbe qualcuno.
La differenza tra le persone normali e gli psicotici è che gli psicotici lo fanno sul serio.
Ma questo era quando avevo 18 anni.
Una vita, un'eternità fa.
Avrei così tanta voglia di scrivere, ma i miei deliri poetici si verificano solo prima dell'addormentamento, e al mattino non li ricordo più.
Comunque è strano, tutto questo.
Ogni tanto qualche viaggio mentale si fa.
Chi,cosa,dove,quando.
Chissà.
E' una domanda che mi porrò per il resto della mia vita,sto solo cercando di abituarmi.
Egregiamente.
Non è vero.
But never mind.
giovedì, 19 ottobre 2006
E' tutto estremamente triste stasera.
Tutto.
La musica,la notte,le parole.
Tutto quanto.
Quando capisci finalmente che il "per sempre" non esiste ti rendi anche conto che accade un secondo big bang, qualcosa si scinde definitivamente, due parti vengono scagliate via agli antipodi dell'universo.
E come è successo ai continenti dopo la Pangea su ogni parte nasce un proprio microclima, un proprio ambiente, animali,piante tutto si adatta al nuovo ambiente.
Tutto cambia, finchè non c'è più niente in comune tra i due continenti.
Antipodi del mondo, non c'è che dire.
Solo che alla Terra è stato dato più tempo, noi ci scontriamo e ci allontaniamo nell'arco di nanosecondi.
E non è giusto.
La Terra ha avuto miliardi di anni per abituarsi, noi dobbiamo farlo in un arco di tempo ridicolo.
Cambiare, evolverci.
Ai poli di una calamita che sembrano non incontrarsi mai.
"Mai" forse avrebbe bisogno di un "più" accanto per avere significato.
Il succo è che sono incazzata, vulnerabile, isterica, vittimista
stasera.
Il tutto condito con una vena di malinconia musicale.
Scusatemi, io non sono come voi, l'indifferenza è estranea alla mia natura.
A parte la pioggia.
Dilaga la malinconia con questo tempo.
Invisible Monsters procede. Per ora piace.
La colonna sonora di A love song for Bobby Long dalle casse.
Trespassers William con Different Stars. Ovvero, come farsi del male.
Credo di essere arrivata al punto che temevo di più.
Una delle prime cose che ti insegnano quando sei piccola e paffuta è fare "ciao ciao" con la manina.
Poi cresci e piuttosto che fare ciao ciao ti taglieresti un braccio.
Allora utilizzi mille metodi per non farlo, dai più subdoli ai più inutili.
Ma poi il risultato è uguale.
So you'd sing a lullaby to get me to sleep
So it's no surprise my eyes are never heavy
For i've not seen you in the flesh for so long
That i'm not sure we would know each other at all
Oh the weight it must be light wherever you are
And i know you don't think twice wherever you are
Oh the weight it must be light wherever you are
And i know you don't think twice wherever you are
So i will hum alone, too far from you
All that i say now is nothing to you
We will lie under different stars
I am where i am and you're where you are, you're where you are.
Oh the weight it must be light wherever you are
And i know you don' t think twice wherever you are
And i'd ask if you're all right wherever you are
And do you think of me, you might, wherever you are.
lunedì, 16 ottobre 2006
Odio la gente che mi chiede "Tu come stai?Sei preoccupata?"
e che cazzo è ovvio no? E' come quando ti lasci con il ragazzo e la gente ti chiede "Tu come stai?Ti manca?", non è dannatamente ovvio?
Ma io, imperturbabile come sempre, rispondo "Ma no, non è nulla."
Poi c'è gente che se ne sbatte e di questo sono un pò delusa.
C'è invece gente che si interessa e mi fa piacere, tutti si preoccupano per il mio fratellino.
Mio padre a Madrid e mio fratello all'Humanitas, siamo solo donne a casa.
In realtà sono vulnerabile da un pò di giorni, ma chissà perchè non c'è mai tempo per piangere un pò.
Però c'è sempre tempo per una sigaretta.
In pace.
Mai come quest'anno odio andare in università, certi equilibri sono cambiati e certa gente inizia a darmi sui nervi. A parte rare eccezioni ovviamente.
venerdì, 13 ottobre 2006
Ho visto un bambino meraviglioso oggi, gli ho sorriso e mi ha regalato un sorriso sdentato e occhioni sgranati, una vera delizia.
Io poi sono molto sensibile verso neonati-animali, sono fatta così.
Tra poco impareremo il test (anzi, la tecnica) di Rorscharch, anche se io la considero una delle più grandi boiate che abbiano mai inventato: personalmente, le macchie d'inchiostro sono tutte angoscianti.
Per la noia oggi abbiamo ricalcato le nostre mani sul foglio coi pastelli. Ho scoperto di avere dopotutto le dita lunghe e affusolate. Solo il pollice è minuscolo, e le unghie non ci sono.
Ho messo lo smalto velenoso e l'ho mangiato.
L'unica forse sarebbe il peperoncino.
"Hai le mani da bambina".
Il fatto che il lettore mp3 sia resuscitato non è poi una bella cosa, ci sono canzoni vecchie e pericolose, urge un aggiornamento per non mettere a rischio la mia salute psicofisica.
Wish you were here, per esempio.
In 4 minuti mi vengono in mente talmente tante cose che potrei scrivere un libro.
Ma la mia salute psicofisica va preservata.
Un pò di rhum e andrà tutto a posto.
Un grazie alla Benny che negli ultimi anni mi ha mandato testi e poesie create su misura per me quasi .
E' bellissima e fa anche molto male, ma forse è bella per questo.
LAMPO DI VITA
a quel tempo ero solo un ragazzo che stava cambiando la pelle
non ero padrone di niente ero un angelo fragile e ribelle
a scuola me ne fregavo dei voti non volevo essere giudicato
ma quanto entusiasmo che avevo e quanta voglia di imparare a volare
e che voglia di stare ad ascoltare e conoscere tutte le cose
ma i professori non insegnano niente bisogna sempre fare da soli
volevamo imparare a fregare il dolore
essere felici imparare l’amore
chissà se tu sei cambiata
chissà dove sei finita
in questo lampo di vita
chissà se sei stata amata
chissà se quella ferita
chissà se poi è guarita
in questo lampo di vita
chissà se ti sei salvata
a quel tempo eri una ragazza nascosta tra i capelli e gli occhiali
un angelo ingenuo e ribelle che provava ad aprire le ali
e chissà se hai imparato a fregare il dolore
se sei felice se hai imparato l’amore
chissà se tu sei cambiata
chissà dove sei finita
in questo lampo di vita
chissà se sei stata amata
chissà se la tua ferita
chissà se poi è guarita
in questo lampo di vita
che ci sembrava infinita
lunedì, 09 ottobre 2006
Primo giorno di tirocinio.
Col camice bianco ci sentiamo idiote io e Laura, siamo le ultime ruote del grande carro. In tutto forse saremo in 8, a seguire il prof nel giro mattutino dei pazienti.
C'è un anziano con la sindrome delle gambe senza riposo, una donna con insonnia da mantenimento, una ragazza che soffre di episodi di sonnambulismo ogni notte, un cinquantenne con la sindrome delle apnee ostruttive, cè tutto quello per cui ho studiato, di tutto e di più.
Seguiamo il prof come cagnolini ubbidienti tra pavimenti verdini e odore di collante, il collante per posizionare gli elettrodi sullo scalpo e monitorare per 48 ore i pazienti in ogni minimo movimento.
Fa molto Scrubs, più che ER.
Non mi sento più le spalle, sono stanca morta, e sono stata in piedi solo per due ore e mezza.
Ci vuole un'oretta di Pilates, assolutamente.
Ho letto Tempo-storia di una solitudine ieri sera. Più che letto l'ho divorato. Quel tipo di scrittura frammentata e vivida mi ha riportata a poco tempo fa. A poesie in messaggi e in documenti di word mandati per msn. Quel tipo di scrittura che fa male, perchè è reale. Senza virtuosismi.
Un amore, una malattia, la corsa passiva contro il tempo. La consapevolezza della morte imminente.
La carne che perde senso, poco a poco. I piccoli gesti che fermano il tempo.Per un attimo.
Un libro di attimi, stanze d'ospedale, passione, spiagge che salvano.
Bello. Molto vero.
Mi è scesa una lacrima.
Giuro.
"Fermi.Immobili.Muti.Inermi.Spossati.Nulla.Nessun ricordo.
Nessuna lacrima.Ghiaccio.Nessun sangue.Nervi rigidi.Fili metallici.Impossibile chiamare.Inconosciuto nulla.Materico. Cosa di cose.Palpabile ineffabile essere.Precipitiamo inconsapevoli.Sconosciuti penetriamo.Non più altrove.Inchiodati.Crocefissi.Avvinghiati.Qui.Eternamente ora.Esterni.
Nulla.Nessun ricordo.Tempo fermo."
"Il tempo si spalanca.Inesplorato attuale.Immenso senza tempo.Percezione fisica.Contraddizione viscerale.Si contiene.Contieni.Le particelle della tua negazione.Gli atomi di un'idea.La fisica della tua fine. Prima della fine.Dopo l'inizio.Osservi la scure.Tranciarti la mano.La linea della vita.Nessun dolore. Solo quasi.Visione.Non hai tempo per toglierla.Devi guardare.Ti servono occhi.Cerchi occhi per guardare.La linea della vita.La sua conclusione.Improvvisa.Prematura.Violenta.
...
Io vedo te.Mi basta.Tu vedi te.Non ti basta più.I nostri occhi.Spesso sì.Ma a volte.Non servono.Ne servono altri.Io li amo.Fino alla fine.Ti racconterò solo questi.I nostri.Posso aiutarti.A indossarne altri.E poi. A rimettere i nostri.Ma le altre.Le visioni viste.Con occhi diversi.Saranno tue.Io ti accompagno.Ad altre.
Visioni del mondo.Ad altre.Salvezze."
"Nella tua morte c'era spazio solo per uno.Per te.Solo per te.
Non credo di conoscerti.Tu sei l'immagine sulla mia retina.Sei il calore che provo.Sei la pelle che mi sfiora. Sei un mio colore e una mia forma. Sei parte della mia memoria e mio sogno. Sei mia. Sei la mia tu. Non conosco una te diversa. Tua. Tu sei quello che sei per me. In me. Quindici anni dopo la tua morte. Quindici anni dopo la solitudine della tua morte. Tua. Solo e soltanto tua."
giovedì, 05 ottobre 2006
Volevo disperatamente essere sommersa da una valanga di commissioni e pensieri, volevo dimenticare stanotte e le ore spese inutilmente cercando di addormentarmi.
L'India mi aspetta dunque, le prime due settimane di marzo. Lunedì inizia il tirocinio. Ho comprato il regalo a mio fratello. Mi mancano i regali per i nani per domenica. Venerdì vado a comprarmi qualcosa che mi tiri sù il morale. Domani vado a togliermi il mezzo kg in più in palestra.Domenica vado a vedere The Break-up perchè mi hanno detto che è carino ma non banale e soprattutto NON ha lieto fine. Devo comprarmi "Pecore vive" e farmi dare da Tito "Una musica costante". Devo mandare una mail all'albergo in Trentino. Ah, dimenticavo, devo iniziare a pensare all'argomento di tesi da proporre al mio relatore che è anche mio tutore per il tirocinio.
Sì, decisamente oggi non ho avuto tempo per pensare.
Nessun incidente di percorso e quest'anno forse riesco a superarlo.
E dire la verità, dire quando c'è qualcosa che ci tormenta, è sempre un'ottima idea.
Ci ho pensato e ripensato, e forse ho scoperto dov'era la spina, e perchè faceva male.
Perchè certe cose credi siano tue per sempre, certi privilegi.
E invece no, sono alla mercè di chiunque, e questo rende meno speciali.
E poi, ultimo ma non meno importante, le parole in sè.
Che per me non ci sono mai state.
Questa è la vera spina, la spina del ricordo, di un mondo parallelo a te estraneo.
avrei sperato di tornare ed essere tranquilla per un pò
vado ad organizzare per l'India, a questo punto direi sì.
eccheccazzo.
mercoledì, 04 ottobre 2006
Tornata dopo 12 giorni di isolamento totale
relax totale certo
ma io impazzisco se non ho nulla da fare
da programmare
da sistemare.
Sono andata ad una fiera di cani a Le Cannet ed è stato uno dei giorni più belli della mia vita, perchè l'unico modo per sentirmi ancora bambina è mettermi in mezzo a centinaia di cuccioli.
Impazzisco,letteralmente.
Pensavo che le sofferenze per l'insonnia fossero finite, ma poichè ho evitato l'alcool per 12 sere non ho dormito esattamente per 12 sere.
Anche perchè sto soffocando.
Le due "me".
Sono l'equilibrista sul filo.
Posso solo andare avanti.
E mi fa bene, Dio se mi fa bene.
Non guardare giù, nè indietro.
E sono così brava, a camminare sulla corda, sono fantastica.
Le due "me".
Una mi tira avanti, mi promette quello che ho sempre sognato, è allettante dopotutto, è un futuro sicuro come quello sui fogli di diari rosa coi disegni "questa sono io fra 20 anni".
E' molto più di quanto osassi sperare, e non ci credo, e mi fa male, non ci credo che dopo due anni sono ancora qui senza soap opera, ma solo pura e cruda realtà, due persone che si amano stanno insieme e fanno progetti, cosa c'è di sbagliato, non è la cosa più bella che ti potesse mai capitare?
Una mi spinge la testa in basso,sa che soffro di vertigini, vuole farmi guardare l'abisso,vuole farmi cadere. Sa che un giorno di tanto tempo fa sarei stata pronta a rinunciare a tutti i miei sogni per non perdere l'unica cosa che potessi perdere, e quel giorno è esistito, e non lo posso cancellare, la macchia nera sul foglio bianco, è lì.
Non posso fingere che,per un istante, tutto ciò che avevo programmato, tutto quello in cui credevo, siano stati spazzati via, per far posto all'atroce libertà del dubbio.
Perchè il dubbio libera, la certezza imprigiona, è l'unica cosa che ho imparato in questi ultimi anni.
Non è questo/è questo che voglio.
Non so più nulla.
Lascio passare i giorni finchè non ci sarà posto per nessun dubbio, finchè la paura paralizzante non sparirà, finchè una delle due parti avrà la meglio, perchè non posso decisamente permettermi di mandare tutto, perdonatemi, a puttane.
nella vita devi sempre avere qualcosa da perdere.
--------------------------------------------------
Sono piccole cose, magari ti sono state raccontate da qualcuno, magari sono solo frutto dei tuoi viaggi mentali, gli infiniti viaggi delle notti insonni, comunque sono riassunte da poche parole che dopo anni fanno male in un luogo così lontano che il male giunge quasi come un'eco.
E lo sai a cosa si riferiscono, o meglio, lo immagini come hai sempre fatto, comunque credi proprio di saperlo. Credi. Immagini. Male.
Forse la presunzione di essere qualcosa che non sono stata, forse si chiama orgoglio, il dannato orgoglio, perdere il posto, questo è inammissibile per gli orgogliosi.
venerdì, 22 settembre 2006
Alle medie si faceva "il gioco degli occhi", ci si fissava negli occhi muti e il primo che iniziava a ridere o a parlare aveva perso.
Il silenzio è l'arma più potente che esista al mondo, l'uomo impazzisce nel silenzio, è innaturale.
E quando si decide di rimanere in silenzio, e la decisione pesa, non è per orgoglio, nè per guerra.
Una volta era semplicemente per gioco.
Per misurare quanto effettivamente siamo capaci di mantenere il silenzio con una persona.
Può durare attimi, minuti, giorni, settimane.
Anni.
Ma ora giocare non ha più senso.
A volte il gioco diventa quasi sadico, ci si spinge al limite, si dice a se stessi "Ecco di cosa sono capace, ho autocontrollo, ho forza di volontà".
Forza di volontà per cosa?
Per un mutismo selettivo?
Ridicolo.
Cosa ci vuole, a giocare al gioco del silenzio?
E' come una storia che finisce di colpo, è innaturale.
E' sbagliato.
Non dovrebbe forse affievolirsi man mano, lasciando l'illusione di soffrire di meno, di porre fine a qualcosa di deteriorato?
E così, il mutismo selettivo non dovrebbe lasciare il posto a un processo più lungo e meno drastico?
Cos'è peggio?
A lungo andare ci si fa del male, credo.
Forse in entrambi i casi.
Non lo so.
So che per ora non fa male, se si arriva in punta dei piedi.
Senza invadere e bruciare come al solito.
In punta dei piedi, come ballerini.
Finirà mai la danza?
Io ho promesso, giurato, di sì.
Il quando e il come, non lo so e non me li immagino nemmeno.
So solo che non fa male.
Ora.
Fa solo sentire impotenti, il non poter far nulla stavolta.
Sans une parole.
Le promesse di reciproco aiuto fatte in tempi eroici migliori di questi non valgono più, come potrebbero.
E mi dispiace.
Mi dispiace davvero.
Nemmeno io voglio far male.
mercoledì, 20 settembre 2006
Dunque, mi sveglio alle 7, faccio mezzora di metropolitana per andare a Turro, attraverso le vie più deserte della quasi-periferia milanese, arrivo in ospedale, aspetto mezzora prima che Lui si degni di ricevere me e le altre tre povere tirocinanti, e quando finalmente ci fa entrare ci congeda con un discorso di 2 minuti e mezzo il cui succo è essenzialmente questo: "Dunque, io alle 9 inizio il giro dei pazienti. Voi farete il giro con me al mattino, imparerete ad analizzare una polisonnografia, l'elettroencefalogramma, osserverete in che cosa consiste il dialogo medico-paziente e la diagnosi, assisterete alla terapia cognitivo-comportamentale per le insonnie. Dunque, ora cosa volete fare? Ce l'avete il camice bianco? No? Bè dovete procurarvelo. In ogni caso oggi siete in 4 e siete troppe, dalla prossima volta venite a due a due altrimenti c'è troppa confusione. Arrivederci".
Dunque, io ho mal di gola e qualche linea di febbre, se fossi rimasta a casa la mia giornata sarebbe stata più proficua.
Prendere la metro rossa è stato quasi catartico, saranno anni che non scendevo gli scalini di Conciliazione, sooo many memories.
Avevo quasi dimenticato come fosse fatta, Conciliazione.
Quasi.
martedì, 19 settembre 2006
Ecco, direi che non vorrei proprio distruggere tutto il lavoro psichico col dubbio.
Vedere un sorriso.
Sapere che una speranza d'essere felice esiste.
Ascoltare parole entusiaste e allegre.
Che spazzano via tutto l'amaro e tutto il dolore passato.
Questo, vorrei.
Tell me you'll be alright.
lunedì, 18 settembre 2006
Oziare è strano, aveva senso quando sostituiva il tempo per lo studio, ora è fin troppo facile.
If you leave nelle orecchie, in continuazione, non so perchè.
Un sacco di canzoni depressive nelle orecchie.
Domani mi dedico ad un'attività che odio ma che sta diventando necessaria, lo shopping.
Salvatemi.
Quanti anniversari ci sarebbero tra settembre e ottobre, troppi, a poco a poco diventeranno giorni qualsiasi di un calendario.
A poco a poco.
Ma alcune cose si ricordano per sempre.
E' la noia che mi spinge a questi discorsi.
Martedì al Neon chupito=1 euro, strisciamo per tornare a casa.
PERDERSI PUNTO.
FINISHED.
Concluso il 2° anno, d'ora in poi inizia il 3°.
Basta esami fino a gennaio.
Basta studio.
BASTA.
Concluso dignitosamente settembre, un 30elode, un 29, un 30 di oggi.
Dopo 40 minuti di interrogazione da sola, è anche illegale interrogare senza testimoni.
Proud of myself.
Ho fatto una diagnosi ipotetica d'ansia generalizzata per un ragazzino.
Ora, meritate vacanze di fine settembre.
-5 ore
PANICO
solo fotografie
domenica, 17 settembre 2006
Devo ritrovarmi.
Ma non perchè mi sia persa.
Stavolta no.
E' solo che ne ho bisogno.
Delle risate e delle lotte. Degli occhi che ti guardano mentre tu non rispondi.
Cosa gli rispondi a chi ripete ciò che hai già sentito una volta?
Nulla.
Sorridi.
E dentro ringrazi.
E respiri raggomitolata nel palmo di una mano.
Tienimi.
Perchè stavolta giuro che non andrà tutto a puttane.
sabato, 16 settembre 2006
Tra un sole che accenna ad uscire e poi torna a nascondersi dalla vergogna dietro un grigio che sa già di autunno, come puoi non iniziare a pensare. A farti i tuoi viaggi che ti piacciono tanto, quelli che hai abbandonato perchè la storia infinita è finalmente finita, caput, dead, eccetera eccetera. Ti mancano,i tuoi viaggi mentali patetici, vittimisti, arrabbiati, cinici, dolorosi. Ti manca la Nostalgia che ha fatto posto alla consapevolezza che i pezzi di te stessa sono stati raccolti, ricomposti, stavolta con leggi e regole, stavolta con un nuovo ingrediente, la Certezza, questa sconosciuta. Che potrebbe mollarti a piedi come una macchina nel bel mezzo dell'autostrada, ma non importa, mi voglio fidare, mi DEVO fidare, stavolta.
Voglio crederci davvero, alla Certezza. Che poi la Certezza non esiste in assoluto,su questo siamo tutti d'accordo, altrimenti sarebbe una tragedia. Ebbene, ora che sei sicura di aver imboccato la strada più o meno giusta senza sbandate o soste nell'area di servizio, a dire la verità senti che è triste, senti che qualcosa tende a mancare, si tratta solo della tua adolescenza in fondo, e passerà come passa tutto, come è passato tutto, e quel "non tornerà più" che affibiamo ad ogni cosa passata è amaro come il chinino. Ora che tutto inizia a svanire nel bene e nel male, ora che sei DAVVERO pronta a lasciar andare tutto (a dir la verità l'hai fatto molto tempo fa), ti rendi finalmente conto che il commiato è come le 6 di sera a Venezia, nebbioso e malinconico. Si vive meglio, senza tutti quei "se", quei "ma", quei "sei e sarai per sempre la...", quei "mentre.la.carne.urla", quei Pavese e quei Forbidden Colours. Si vive meglio senza uno schermo del computer che svanisce a poco a poco perchè gli occhi hanno una patina d'acqua talmente incombente da far sforzare i muscoli.Si vive meglio senza le notti insonni o peggio incubi così reali da svegliarsi con la tachicardia, chiedendosi immancabilmente il perchè, uno dei tanti.
Si vive forse meglio a far finta di niente, come doveva essere, si vive meglio perchè si cresce, ma soprattutto si vive meglio perchè è finita. Una liberazione, una catarsi, un respiro di sollievo ingiustificato, un "grazie" avvolto nel sospiro, un tacito ringraziamento per aver capito, meglio tardi che mai, quello che una ragazzina magra e incazzata nera urlava tra l'inchiostro freddo di una mail.
Non più tregua, ma fine della guerra dunque, una guerra dai toni accesi e ferite mai cucite, diventata poi una guerra fredda tra i recinti dell'orgoglio, e poi ancora tregua.
Ho dimenticato cosa vuol dire piangere per l'impotenza, e il freddo della parete del bagno chiusa a chiave per non sentire, per non guardare, per non capire.
Ho dimenticato cosa significa scrivere e ascoltare una poesia, più che poesia è una confessione, e cosa significa sentire che le parole ti entrano dentro in una notte di fine luglio dopo una cena cinese e sorrisi stanchi di circostanza.
Ho dimenticato cosa significa vivere nel dubbio, sedersi sul prato ammazzando l'erba con le cuffie nelle orecchie, sapendo benissimo che si fa fatica, nella vita, a non cedere. Una fatica immane, pazzesca, una fatica giusta, da difendere con i denti. Una fatica premiata, perchè il senso di colpa può essere terribile. Può distruggerti.
Sto dimenticando come ci si sente ad essere un'anima del Purgatorio che vive nel mezzo.
Come ci si sente a non voler lasciare la vecchia strada per la nuova, percorrendo passi in entrambe le direzioni.
Come ci si sente a sentirsi la feccia dell'universo solo per una,due,tre parole.
Solo per un pò d'amore, quello che non puoi cancellare nemmeno con l'odio,il rancore,l'indifferenza.
Quell'amore che,volente o nolente,mi ha catapultata all'inferno troppe volte, mantenendomi costantemente in bilico sul burrone.
Quell'amore che credo nessuno abbia mai capito totalmente, e che io ho capito solo quando è finito.
Ho capito che due androgini non saranno mai amici e che solo perdendosi possono continuare a vivere.
Ho capito che le persone cambiano, nel bene e nel male, e che l'unica cosa che puoi fare per non giudicarle è ricordarle com'erano una volta.
Ho capito che l'amore è uno, giuro, uno solo.
E che quando ti senti morire nel silenzio ci sei, l'hai trovato.
E se lo perdi, o si logora, pazienza.
Non è forse la vita questa?
La vita che continua nonostante le perdite,no?
Ebbene, io ho capito che si può continuare ad amare, perchè l'amore unico ti lascia troppa solitudine, e la solitudine rovina la vita. E che si può continuare a cercare quell'attimo, nonostante tutto, nonostante la consapevolezza che ci sarà sempre un ricordo troppo scomodo.
Ma forse, l'amore proprio unico non è.
E' solo che c'è posto per un solo amore di quelli romanzati e tormentati, ricuciti e patetici, nella vita.
Forse perchè quell'amore è ciò che hai sempre desiderato da bambina, e non avresti mai pensato di trovarne più di uno.
E le favole che ti racconti da bambina, per fortuna o purtroppo, sono dure a morire.
E a dire la verità, sono felice che la mia vita sia andata così.
Perchè è stata meravigliosa e soprattutto VIVA.
E VERA, nella sua falsità e nei suoi errori.
Ho fatto talmente tanti errori finora che ho smesso di pensarci.
Ma non so se a parlare ora sia la nuova maturità o la tenera nostalgia.
So solo che lo schermo sta perdendo i suoi contorni e che sono pronta, definitivamente, a lasciarti andare.Perchè è giusto, perchè fa male, perchè è maturo.
Poi la vita è strana, mescola le sue strade talmente tante volte che ci si perde, ci si scontra, ci si ritrova.
Chissà che un giorno non squillerà un telefono e non mi ritroverò ancora una volta al tavolo di un ristorante cinese a mangiare il solito pollo in agrodolce, i soliti ravioli di gamberi a vapore.
Io non so nulla del futuro e non lo voglio sapere.
Le mille promesse di due migliori amici vengono un pò perse per strada, perchè la vita è perfida.
Ma non la odio, come potrei? non la odio e mai la odierò, niente e nessuno potrà mai farmi odiare la vita, non ci sei riuscito nemmeno tu che ci hai provato mille volte, ma niente da fare, con un sorriso dietro al fumo di una sigaretta ripeto le frasi di un tempo "Tu hai le tue idee,io le mie.Tu mi hai dato un pò di Morte, io un pò di Vita.".
Aggiungerei un pò d'Amore.
Non serve altro.
giovedì, 14 settembre 2006
Piove, da troppo tempo
e non siamo nemmeno in autunno.
Ho notato che il blog si sta sfaldando, forse quando sei svuotata di tutta la rabbia e di tutto il dolore non hai più nulla di cui scrivere, purtroppo crescendo tendi a voler ricordare le cose negative e mai quelle positive.
E' come se non sapessi più cosa scrivere.
Apatia, la chiamo.
Un barlume di ritrovata normalità.
Rileggo vecchi post e mi sembra di essere un'altra persona.
Incredibile cosa possa combinare il tempo.
Tutti quegli anni alla wuthering heights sono finiti, ora si fa sul serio.
E' strano, è una sensazione nuova.
Il cordone si è staccato, definitivamente.
...ognuno sta dietro gli steccati degli orgogli suoi...
E l'orgoglio mi ha salvata, in un certo senso.
Un anno, un anno è un'eternità.
Sono stata brava.
Ho una corazza addosso ora, sono invulnerabile.
martedì, 12 settembre 2006
Io non li capisco, i genitori.
E lasciatelo in pace povero cristo.
Va bene, non ha mai alzato un dito per studiare.
Va bene, non ha passato il test di ingegneria, che VOI lo avete costretto a fare.
Va bene, non ha passato il test di economia, che VOI lo avete spinto a fare.
E ora vi dite DELUSI???
Scommetto che siete anche delusi del fatto che nessuno di noi 3 abbia fatto medicina/giurisprudenza.
Scommetto che siete delusi in particolare da me, quella su cui avevate riposto le vostre speranze.
Scommetto che ridete alle mie spalle perchè ho scelto una facoltà in cui voi non avete mai creduto.
Scommetto che vi delude anche il fatto che nessuno dei 3 sia cresciuto con particolari ambizioni, che nessuno dei 3 abbia vinto medaglie o coppe per qualche sport, che nessuno dei tre abbia ricevuto un premio Nobel o che altro.
Io onestamente ho altre priorità nella vita.
La prima in assoluto, non importa quali siano i tuoi sogni, ma "cerca di fare ciò in cui credi e fallo nel modo migliore".
Non sarò diventata medico come voi speravate e non vincerò il Nobel ma per ora ho vissuto da favola.
Pur con mille dubbi e ripensamenti.
Pur con i miei errori.
Ed è questo ciò che conta.
Credo.
lunedì, 11 settembre 2006
Milano stamattina si è svegliata.
Dopo mesi di torpore estivo.
Dopo l'apatia e il silenzio torrido delle strade.
C'era un fiume di gente nella mia via, stamattina.
Mi turba, la gente che cammina per strada.
Mi hanno sempre turbato gli sguardi indiscreti, quelli da evitare sotto gli occhiali da sole e il passo deciso da persona matura, non più da adolescente imbarazzata.
Mi turba il fatto che le persone in metropolitana mi fissino e si creino la loro storia su di me.
Come io faccio con loro.
La gente mi turba ma allo stesso tempo è il miglior modo per tenere allenata la fantasia.
Oggi, 5 anni fa.
Io me lo ricordo come fosse ieri.
Impegnata in una conversazione via messaggio poco felice, passeggio nervosa per la casa.
Mia madre legge un libro sul letto, la tv accesa.
Un rumore, immagini da film. E mille voci che urlano, parlano, spiegano, descrivono.
Per le successive tre ore si sospende l'attività telefonica, esiste solo lo schermo che proietta un'apocalisse di fumo, fiamme, macerie, e persone che si lanciano dall'80° piano.
Non si tratta di essere filo-americani o meno.
Si tratta di 60.000 persone che lavoravano come ogni mattina.
Di quelli che sono stati travolti dalla nuvola di fumo.
Di quelli che sono morti sotto le macerie.
Di quelli che per non soffocare si sono buttati nel vuoto.
E chissà quanti altri.
Chissenefrega dei complotti/menzogne costruiti attorno, chissenefrega di quella sottospecie di presidente.
A me frega dei morti.
Dei loro nomi elencati oggi a Ground Zero.
Quando questa pagliacciata finirà, rimarrà solo un terreno raso al suolo.
Voglio dire, è una buona notizia che con una seconda operazione un ragazzo di 19 anni veda ridursi la probabilità che il suo polmone sinistro collassi di un buon 50%, essendo partito da 60%.
Il ragazzo in questione ovviamente è mio fratello.
Ovviamente io mi sono rotta i coglioni di questo mondo di merda
dove la gente non fa altro che ammalarsi, soffrire, morire.
IO MI SONO ROTTA.
E mi sento fortunata perchè io non ho un cazzo a parte la mia colite spastica, io sono l'unica di questa famiglia che non ha nessun problema serio.
Anzi ho la colite perchè mi sento in colpa per non avere nulla, diciamo la verità.
E quando tuo fratello che ha passato l'estate sdraiato sul divano perchè un movimento brusco avrebbe potuto fargli partire il polmone sinistro, ecco quando proprio lui torna a casa dal medico e si mette a suonare la chitarra, poi piano piano entra in camera tua, la camera della sorella maggiore, che DOVREBBE avere il compito di proteggerlo insomma, ecco lui ti abbraccia e con voce stanca ti dice "Non voglio essere operato ancora" tu cosa dici?
Cosa cazzo gli dici?
Gli dici che tanto in anestesia totale non sentirà nulla, non come la volta scorsa.
Fai quello che fai da troppi mesi per proteggere le persone a cui vuoi bene, cerchi di consolare.
Di dire che tutto si sistemerà.
Quante persone hai consolato e stai ancora consolando quest'anno.
Troppe.
Tu.
Chi sei TU.
Io non ce la faccio ad andare in India, non credo di averne la forza.
domenica, 10 settembre 2006
C'è qualcosa di opprimente in questo caldo assurdo.
E sono stanca, di tutto e di tutti.
Vorrei un pò di freddo, cose nuove, persone nuove.
Voglio un'altra sigaretta e fa troppo caldo per fumare.
A-P-A-T-I-A.
Mi godo gli ultimi attimi di silenzio, ben 70 ore senza La Strega.
Anzi a dire la verità senza di lei questa casa è una sorta di albergo troppo silenzioso o molto, molto incasinato.
Ho fatto i biscotti stamattina.
*****.
I biscotti.
Ma si può.
IO che faccio i biscotti.
Io sono l'anti-donna-cuoca.
Non ho proprio nulla da fare,a parte l'esame di cognitiva.
Inizio ad odiare questo silenzio.
ps. la pasta era già fatta, ci ho messo sopra la marmellata e li ho messi nel forno.E' già TANTO.
Le mie esperienze culinarie degne di nota:
1)9 anni,volevo fare la torta con mia sorella.Stavo per rompere l'uovo e mi è caduto per terra.Ora provo una repulsione fisiologica per le uova.
2)17 anni,San Valentino.Storica torta cioccolato e pere. Mancava di lievito ed era piena di grumi di farina.
3)19 anni,Milano. Per sconfiggere la depressione maiale in agrodolce con uvette. Così così.
4)19 anni, Grecia. Pasta al tonno, a detta di tutti "notevole". Ecco la pasta mi riesce bene.
5)20 anni,Monaco. Una specialità emiliana, le chicche della nonna. Fantastiche,ho superato me stessa.
5)21 anni,Milano.I biscotti di oggi.
Tutto il resto è stato fatto essenzialmente per sopravvivere quando mancava il mais.
sabato, 09 settembre 2006
Dopo 2 anni ho permesso a qualcuno di vedere la cassetta del mio saggio di danza.
Così, tranquillamente.
E' un pezzo della MIA vita.
E ridere, ridere di tutto.
Ridere tra i ricordi.
Ridere delle uniche due sul palco, una con la canottiera blu (ovviamente io) e una rosa.
Quelle che ridono perchè sono felici di aver realizzato il loro sogno.
Quelle che un'ora prima si truccavano insieme e spettegolavano.
Non ho mai avuto una grande capacità di discernere le vere amicizie da quelle false.
Ma suppongo di essere invulnerabile, ora.
Ridiamo insieme,per la prima volta non fa male,non fa nemmeno ribrezzo.
Ridiamo insieme, così.
Perchè rimane solo una grassa risata in questi casi.
Tutto scivola via, non entra più.
Finalmente.
Finalmente ho esorcizzato.
And I'm so happy.
And proud.
And happy.
1 year and 10 months
Vuoi vedere che la vita inizia a girare per la prima volta per il verso giusto?
giovedì, 07 settembre 2006
Quando ci vuole ci vuole.
Quando sei dell'umore giusto puoi solo guardarti l'ultima puntata di.
Dawson.
Friends.
OC.
Qualsiasi cosa.
Qualsiasi cosa segni una fine.
Il mio problema è l'essere allergica agli addii di qualsiasi tipo.
Quando da piccola andavo in vacanza studio in Inghilterra e veniva il momento della partenza ero in crisi. Ultimo giorno di scuola, il momento dei saluti. Bye, take care, love you so much, I'll miss you. Era un vortice di queste frasi, dette da persone che mi conoscevano da sole due settimane.
Ma sai che non vedrai mai più il 99% di loro.
Ed è allucinante pensarlo in quel momento.
E quando cresci le cose non migliorano.
Anzi.
Ultimo giorno in Australia.
Lezioni, momento dei saluti.Io e Alex ci mettiamo dei copricapi indiani e ci facciamo le foto. Becky mi regala una cartolina di un tramonto australiano con dedica. Si salutano anche i professori, quel gran rompiballe di Mike, lui e i suoi "What did you do yesterday?Tell us" (ma saranno affari miei?). Mike e Diego, che mi ha fatto sentire Brown Eyd Girl. "I know this song". Sorrido. La conosco.
Il prof di business english (mai seguito) blatera qualcosa davanti ad un gruppo di studenti commossi, mi scende una lacrima, qualcuno mi cinge la vita "Nini ma piangi?" "Sta zitto và" rido.
Si mangia thailandese, come sempre, ci si sdraia sul prato a prendere il sole, piango sotto gli occhiali mentre ascolto un cd. Vattene dalla mia pancia che pesi,risate, gavettoni, gente che si saluta, giapponesi che fanno foto, l'Australia è piena di giapponesi, è un'invasione.
E poi a casa, se casa si può chiamare. Non so nemmeno se piango per le cazzate che ho fatto nell'ultimo mese o per il dispiacere di andarmene.
Non c'è tempo per pensare, bisogna solo ballare, bere, smettere di fumare, mangiare patatine fritte.
Bisogna solo stare attenti ai pipistrelli e chiudersi nella felpa che è il doppio di me.
Mi sento un fagotto stupido. Un fagotto stupido che se ne torna a casa.
24 ore di aereo da sola, ma chi me l'ha fatto fare.
Però è servito, eccome.
Non parliamo dell'ultimo giorno di liceo.
Credo di esser stata la persona più felice di questo universo.
E allo stesso tempo, malinconica per tutto ciò che mi sarebbe mancato.
Tra uova acqua e farina, equivoci (mica tanti equivoci...) e piccole vendette.
Quando dici addio a qualcuno è brutto, figuriamoci dire addio ad un'epoca.
Bè io sono convinta che ora sia finita un'epoca.
Un'epoca lunghissima e infinita, bittersweet.
Ma pur sempre un'epoca.
Non so che ne sarà di me, alla Muccino.
Non so nulla.
So solo che ho 21 anni e all this I can leave behind.
Nel bene e nel male.
Non sarà certo un finale da telefilm, ma è pur sempre un finale.
Non ci crederete ma dopo ben 4 anni ho riposto una cornice bianca con un orsetto in una scatola.
Chiusa.
Ask no questions, take no side
Who's to say who's right or wrong
Whose course is braver run
Will ever be, ask one
What is done has been done for the best
Though the mist in my eyes might suggest
Just a little confusion about what I'll lose
But if I started over I know I would choose
The same joy the same sadness each step of the way
That fought me and tought me that friends never say
Never say goodbye
mercoledì, 06 settembre 2006
30 cum laude.
Sindrome delle apnee ostruttive descritta alla perfezione, sindrome delle gambe senza riposo e sonnambulismo.Perfino con la precisazione "il 34% dei pazienti ricoverati per infarto soffre di O.S.A".
Happy and proud of myself.
Dovevo fargli firmare i fogli del tirocinio ma il prof è fuggito al mio ritorno dalla segreteria.
L'abbiamo rincorso per l'unversità e per il parcheggio,ma niente da fare, sparito.
Comunque conosco i miei obiettivi formativi e sarà divertente indossare il camice bianco e fare il giro dei pazienti la mattina.
Qualcosa di nuovo, finalmente.
Grazie a chi parte e mi viene a salutare, p.zale Baracca mi fa un pò senso per motivi immaginabili ma mi ha fatto davvero piacere. Divertiti TANTO. E impara bene lo spagnolo.
Io ti prometto che cercherò di smettere di fumare e di mangiarmi le unghie .
Ogni tanto un tuffo nel passato liceale fa bene.
Ho scoperto oggi che nella mia università anche la tesi del 3° anno si discute.
Ah.
Buono a sapersi.
Si accettano suggerimenti.
martedì, 05 settembre 2006
Giorni strani,
ho bisogno di un pò di freddo sono stanca dell'estate e di questo caldo
allo stesso tempo mi manca già
la solita coerenza della mente umana.
Ho bisogno di fare, di andare.
Ho bisogno di ansia da esami, di macchinette che non ti danno il resto, di appunti.
Ho bisogno di sapere, di scrivere, di ascoltare.
Ho bisogno di maglioni di lana col collo alto e guance arrossate dal freddo.
Per poi ricominciare a rimpiangere l'estate.
Ho bisogno di musica, soprattutto.
Musica da inventare, musica senza ricordi.
lunedì, 04 settembre 2006
Io la chiamo "fase di evitamento passivo"
con progressivo distacco del cordone ombelicale
And I like it.
Ora che sono mentalmente stabile (ci si prova insomma) e convinta potrei anche provare a smettere di mangiarmi le unghie, fumare, sbevazzare.
Invece del daiquiri ho preso un Bacardi, scendere di gradi è un buon inizio.
Sono scesa dalle 15 sigarette estive a 8.
Per le unghie ci stiamo lavorando, ma la vedo molto grigia.
L'anno è iniziato malissimo,può solo migliorare suppongo.
Voglio iniziare la mia lunga e infinita operazione di redenzione.
E' scientificamente provato che una storia seria iniziata verso i 15-16 anni dura in media 3-4 anni al massimo.
Il motivo è molto semplice, in 3-4 anni avvengono talmente tanti cambiamenti che star dietro a tutto è difficile.Soprattutto perchè a 15 anni la parola fedeltà è un optional.
Una storia iniziata verso i 18-19 anni dura in media 4-5 anni. Semplicemente perchè uno crede di essere maturato e di voler finalmente mettere la testa a posto, in realtà a 24 anni se ne pente. E ritorna ad avere mentalmente 15 anni.
Una storia iniziata dai 20 in poi ha più probabilità di sopravvivenza, perchè dopo i 20 anni sei come sei, ormai il danno è fatto.
Ovviamente non credo a ciò che ho scritto, anche se probabilmente è tutto vero.
We'll fast forward to a few years later
And no one knows except the both of us
And I have honored your request for silence
And you've washed your hands clean of this
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